Sei i passaggi chiave che, secondo Rick
Robinson, possono condurre allo sviluppo di una Smart City:
1- Definire prima di
tutto il significato della parola “Smart City”.
Dato che oltre la metà
delle persone vive in aree urbane, non è difficile intuire che la maggior parte
della popolazione abbia già un’idea precisa e personale di “Smart City”. Per
questo motivo e per arrivare a condividere un pensiero comune è importante
prima di tutto mettere in chiaro quale sarà il campo di applicazione che
condurrà all’obiettivo collettivo.
Secondo Robinson è
essenziale perciò non trascurare il presente, rispondendo da subito alle
esigenze dei cittadini. In secondo luogo il successo passa per la formazione
culturale e specialistica delle future generazioni, coloro che avranno il
compito di gestire la Smart City, eliminando completamente qualsiasi tipo di
discriminazione per assicurare una corretta distribuzione delle risorse.
2- Riunire un gruppo
di stakeholder per creare una visione comune.
Secondo Robinson,
l’unico modo per concordare una visione smart uguale per tutti, è quella di
riunire in un’unica stanza leader politici, direttori di aziende, rappresentati
di autorità locali, imprenditori PMI, rappresentati universitari e di gruppi
religiosi. Il compito di questi soggetti dovrebbe essere quello di concordare
una tabella di marcia per i singoli progetti di sviluppo futuro.
3- Strutturare un
approccio alla Smart City attingendo alle risorse umane disponibili.
Bisogna prima di tutto
riconoscere che la città un “Sistema di Sistemi”, un insieme complesso di
relazioni che caratterizzano le attività umane: l’ambiente naturale, l’economia, il trasporto, l’educazione, le
infrastrutture i servizi, ecc. Una volta compresa questa relazione
l’unica strada per arrivare ad un futuro condiviso è il potenziamento di quella
che Robinson chiama “infrastruttura soft”, l’insieme delle relazioni
umane, dei rapporti sociali, della fiducia reciproca soprattutto nella Governance,
andando oltre il semplice potenziamento
delle reti tecnologiche o delle soluzioni ingegneristiche all’avanguardia.
4- Compilare una
tabella di marcia in grado di raggiungere la “vision”
Una roadmap che
comprenda sia obiettivi a lungo termine che piccoli step, per mantenere alto
l’entusiasmo, ma soprattutto per generare un insieme di “micro smart town” che,
migliorando la qualità delle singole
comunità, migliorano nel complesso l’intera infrastruttura urbana.
5- Mettere a
disposizione da subito i finanziamenti necessari
Un fattore
fondamentale per valutare la possibilità di dare vita alle idee, è quello di valutarne attentamente le risorse a monte, prima
ancora di avviare il progetto. Individuando in questo modo eventuali
“falle” nel progetto ed trovando così le dovute soluzioni aprendosi anche
a sponsor privati.
6- “Thinking
beyond the future”, ovvero come rendere smart un processo autosufficiente anche dopo
aver raggiunto gli obiettivi
Diventare smart per
una città non deve significare la fine di un processo, ma l’inizio di un nuovo
percorso autosufficiente che sia in grado di mantenere attivi i numerosi sistemi che le hanno permesso di evolversi.
Questo implica una continua trasformazione creativa di tutte le attività umane,
trasporto, lavoro, economica, energia, governance, senza il rischio di
ritrovarsi al punto di partenza.