martedì 1 luglio 2014
sabato 3 maggio 2014
sabato 7 settembre 2013
SMART CITY
Sei i passaggi chiave che, secondo Rick
Robinson, possono condurre allo sviluppo di una Smart City:
1- Definire prima di
tutto il significato della parola “Smart City”.
Dato che oltre la metà
delle persone vive in aree urbane, non è difficile intuire che la maggior parte
della popolazione abbia già un’idea precisa e personale di “Smart City”. Per
questo motivo e per arrivare a condividere un pensiero comune è importante
prima di tutto mettere in chiaro quale sarà il campo di applicazione che
condurrà all’obiettivo collettivo.
Secondo Robinson è
essenziale perciò non trascurare il presente, rispondendo da subito alle
esigenze dei cittadini. In secondo luogo il successo passa per la formazione
culturale e specialistica delle future generazioni, coloro che avranno il
compito di gestire la Smart City, eliminando completamente qualsiasi tipo di
discriminazione per assicurare una corretta distribuzione delle risorse.
2- Riunire un gruppo
di stakeholder per creare una visione comune.
Secondo Robinson,
l’unico modo per concordare una visione smart uguale per tutti, è quella di
riunire in un’unica stanza leader politici, direttori di aziende, rappresentati
di autorità locali, imprenditori PMI, rappresentati universitari e di gruppi
religiosi. Il compito di questi soggetti dovrebbe essere quello di concordare
una tabella di marcia per i singoli progetti di sviluppo futuro.
3- Strutturare un
approccio alla Smart City attingendo alle risorse umane disponibili.
Bisogna prima di tutto
riconoscere che la città un “Sistema di Sistemi”, un insieme complesso di
relazioni che caratterizzano le attività umane: l’ambiente naturale, l’economia, il trasporto, l’educazione, le
infrastrutture i servizi, ecc. Una volta compresa questa relazione
l’unica strada per arrivare ad un futuro condiviso è il potenziamento di quella
che Robinson chiama “infrastruttura soft”, l’insieme delle relazioni
umane, dei rapporti sociali, della fiducia reciproca soprattutto nella Governance,
andando oltre il semplice potenziamento
delle reti tecnologiche o delle soluzioni ingegneristiche all’avanguardia.
4- Compilare una
tabella di marcia in grado di raggiungere la “vision”
Una roadmap che
comprenda sia obiettivi a lungo termine che piccoli step, per mantenere alto
l’entusiasmo, ma soprattutto per generare un insieme di “micro smart town” che,
migliorando la qualità delle singole
comunità, migliorano nel complesso l’intera infrastruttura urbana.
5- Mettere a
disposizione da subito i finanziamenti necessari
Un fattore
fondamentale per valutare la possibilità di dare vita alle idee, è quello di valutarne attentamente le risorse a monte, prima
ancora di avviare il progetto. Individuando in questo modo eventuali
“falle” nel progetto ed trovando così le dovute soluzioni aprendosi anche
a sponsor privati.
6- “Thinking
beyond the future”, ovvero come rendere smart un processo autosufficiente anche dopo
aver raggiunto gli obiettivi
Diventare smart per
una città non deve significare la fine di un processo, ma l’inizio di un nuovo
percorso autosufficiente che sia in grado di mantenere attivi i numerosi sistemi che le hanno permesso di evolversi.
Questo implica una continua trasformazione creativa di tutte le attività umane,
trasporto, lavoro, economica, energia, governance, senza il rischio di
ritrovarsi al punto di partenza.
martedì 3 luglio 2012
Casale Monferrato
Comitato Centro Storico: "Noi le notti in bianco le facciamo tutti i fine settimana"
Da "Alessandria News"
Duro j'accuse del presidente Andrea Tommasino. "Basta urla e schiamazzi di gente ubriaca"
mercoledì 28 marzo 2012
“Bisogna guardare al domani”
Riceviamo e pubblichiamo:
Abbiamo conosciuto meglio Marco Giorcelli, il Direttore de il
Monferrato, nell’immediato dopo alluvione, a partire dal suo
fondo in prima pagina del 20 ottobre 2000 dal titolo “Bisogna
pretendere che non accada più”. Queste sono le sue parole,
parole sempre attuali e che ci hanno fatto riflettere.
Il C.AL.CA. è nato anche grazie a queste parole, “Bisogna
guardare al domani. Il futuro del nostro territorio non può
continuare all’insegna della paura, del terrore, dell’incertezza,
del rinvio delle soluzioni. E’ una battaglia contro l’inerzia
delle istituzioni centrali, contro la mostruosità della burocrazia.
Ma è una battaglia indispensabile che richiede assoluta
fermezza, grande decisione, assunzione di responsabilità.
Occorre una grande mobilitazione di tutto il territorio
che sta già pagando un dazio altissimo, in vite umane, sul
fronte dell’amianto anche a causa della lentezza dei processi
e che non deve più accettare di farsi prendere in giro da
chicchessia. Anche qui davvero non contano i colori politici
ma serve uno sforzo comune, una comune volontà a opporsi
(se questo è il problema) all’inettitudine, all’inefficienza, a
dichiararla, a denunciarla. Facendo nomi e esponendo fatti,
volta per volta, per evitare che poi la genericità delle accuse
rischi di sembrare solo un modo per giocare a rimpallarsi le
responsabilità”. Marco Giorcelli ha sempre dedicato grande
spazio alle parole ed iniziative degli alluvionati e del C.AL.CA.
In questi anni ha sempre dato voce anche alla gente comune,
e non si è limitato a riportare i fatti e le dichiarazioni “istituzionali”.
Il suo grande amore per il nostro territorio l’ha
portato a volte ad intervenire con articoli pungenti ed arguti,
con indipendenza ed equilibrio, “contro” il politico arrogante
di turno. Per tutto questo mancherà alla città di Casale e
al nostro territorio. Se ne è andato in silenzio e compostezza,
mancherà molto anche a noi. Desideriamo terminare con
una sua frase che vale per molte vicende che interessano
ancora il nostro territorio, anche nella lotta contro l’amianto
“Senza certezze non si può guardare al domani”.
L’amianto ha portato via Marco Giorcelli, ma non ha portato
via le sue parole, il suo ricordo e il suo esempio. Tocca ora
a tutti noi cercare e trovare queste certezze per il nostro
territorio.
Il Consiglio Direttivo C.AL.CA
(Comitato Alluvionati del Casalese)
LETTERA AI GIORNALI
Riqualifi cazione urbana con una valutazione preventiva sugli impatti socio-economici
La “calata” dei centri commerciali
Egr. Direttore,
crediamo sia necessario fare una rifl essione generale e puntualizzare la nostra
posizione in merito alla apertura di nuovi Centri Commerciali nella nostra città.
Premesso che le zone interessate (Oltreponte - area ex-IBL, e via XX Settembre,
area ex-Demar e Cofi ) necessitano da tempo di una riqualifi cazione urbanistica
che comprenda anche nuove opere stradali, ribadiamo ancora la necessità
di valutare l’impatto commerciale che le nuove strutture avranno sul commercio
cittadino. La congiuntura attuale ha portato ad evidenti diminuzione di vendite
dei prodotti alimentari (una stima del fatturato della GDO nel 2011 parla
di una riduzione di quasi un 2%), e oggi ogni famiglia è più “attenta” negli acquisti
rispetto a quatto anni fa.
Si compra lo stretto necessario e se da un lato il libero mercato dovrebbe favorire prezzi
concorrenziali, la diminuzione del fatturato porterà ad una inevitabile aumento
dei prezzi, necessari per coprire i costi fissi di certe strutture. Se correttamente
è stato effettuato uno studio dettagliato sui flussi del traffi co, sui tempi
di percorrenza, sui rumori che interferiranno in una certa area, crediamo
che un altrettanto dettagliato studio lo si debba fare sulla valutazione di compatibilità
commerciale nella nostra città.
Quali impatti economici ed occupazionali avranno i nuovi insediamenti sul
delicato tessuto cittadino dei negozi di prossimità e del piccolo commercio?
La Regione Piemonte, con l’Assessore Casoni e il Presidente Cota, ha dichiarato
nei giorni del suo insediamento che “ … l’eccessiva proliferazione di grandi centri
commerciali negli ultimi anni ha segnato con profonda negatività il piccolo
commercio e la vita sociale dei centri storici in tutto il Piemonte”. Poi lo stesso
Consiglio Regionale, intervenendo con un Disegno di Legge sulla Direttiva
Europea “Bolkestein”, ha inserito, tra le misure più signifi cative, un aumento
degli oneri di urbanizzazione a carico della grande distribuzione, con l’utilizzo
di queste maggiori entrate per rivitalizzare e riqualifi care il commercio già esistente
ed in particolare i piccoli negozi di vicinato.
Come e dove verranno reinvestiti a Casale questi maggiori oneri di urbanizzazione
a carico della Grande Distribuzione Organizzata? Nessuno di noi si vuole
opporre alla libera concorrenza dei centri commerciali o delle grande superfi ci
di vendita, con buon senso e correttamente chiediamo di valutarne preventivamente
gli impatti commerciali e socio-economici nei confronti delle attività
commerciali già presenti oggi sul nostro territorio. I cittadini dovranno poi
essere informati in maniera trasparente sui risultati di queste necessarie valutazioni.
Massimo De Bernardi, Consigliere
Comunale Lista Civica Nuove Frontiere
ETERNIT-> BONIFICA E RICERCA
De Bernardi: «Il sindaco convochi Afeva con ASL e Regione per decidere come destinare quei soldi»
Eternit: : 4,6 milioni di Euro accantonati per la ricerca e non ancora disponibili
CASALE - Che fi ne hanno fatto i circa 4,6 milioni di Euro accantonati negli anni scorsi per la ricerca contestualmente
alla fi rma da parte dei privati della transazione con gli avvocati di Schmidheiny?
Il consigliere Massimo De Bernardi (NF) lo ha chiesto con un’interrogazione al Sindaco.
“Risulta che nelle mani degli avvocati di Schmidheiny ci sono circa 4.6 milioni di euro da destinare alla ricerca
di una cura per il mesotelioma e le malattie collegate all’esposizione da amianto – ha detto l’esponente
di Nuove Frontiere – Esistono concrete possibilità che il Comune di Casale, in qualità di Ente rappresentativo
dei propri Cittadini, possa ottenere in tempi brevi quella cifra?”
“Il Comune non ha titolo per intervenire” è la risposta del Sindaco.
Infatti, come ribadito nei giorni scorsi da Afeva, “tali “risorse” derivano dall’off erta unilaterale dell’imputato
svizzero, ora condannato a 16 anni, che off riva ai singoli cittadini, dal dicembre 2008, 30.000 euro in cambio
della rinuncia ad ogni azione legale, e accantonava, per ciascuno di loro, ulteriori 20.000 euro da destinare
alla ricerca, sentito il parere di AFEVA circa la loro destinazione. Ovviamente l’associazione non ha competenza
per gestire una partita di questo tipo, e quindi ha ribadito da subito insieme alle organizzazioni sindacali
la richiesta all’ASL e alla Regione di un loro intervento su questo fronte. Questo ha dato luogo all’inserimento
presso l’Oncologia di Casale e di Alessandria di personale dedicato all’elaborazione sistematica di dati
utili per lo studio sul mesotelioma, e al primo bando pubblico della Regione Piemonte (3 dicembre 2009)
per progetti di ricerca sul mesotelioma”.
“Il problema - dice scoraggiato Bruno Pesce, Coordinatore Vertenza Amianto - è che l’ultimo incontro con
l’Assessore regionale e l’ASL risale al febbraio 2010, in occasione dell’ultima convocazione del Comitato strategico
del Centro Regionale Amianto! Da quel momento tutto è stato abbandonato a se stesso”.
Consapevole di questo De Bernardi ha chiesto al Sindaco di convocare urgentemente Afeva con ASL e Regione
perché fi nalmente decidano come destinare quei soldi.
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