PROVINCIA DI VERCELLI – Ritornano le ipotesi di accorpamento – In Parlamento è stata presentata una proposta per costituire una superprovincia unitaria di tutto il nord-est del Piemonte
Gaetano Nastri
(l.v.) – La provincia di Vercelli, molto debole dal punto di vista demografico, torna oggetto di ipotesi di accorpamento. Il deputato novarese Gaetano Nastri, infatti, coordinatore provinciale per Novara del PdL, ha depositato lo scorso 26 ottobre a Montecitorio una proposta di accorpamento delle Province di Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Curio-Ossola in un solo grande ente del Piemonte nord-orientale. La superprovincia conterebbe oltre 900mila abitanti e sarebbe, a detta del firmatario della proposta, in grado di assicurare servizi più efficienti a costi più contenuti.«È un progetto in cui credo profondamente – spiega Nastri in una nota diffusa alla stampa – perché la soppressione totale delle Province, con legge costituzionale, mi pare un obiettivo a lunga scadenza e non facile da conseguire. Inoltre, a mio avviso è utile un ente intermedio tra Regione e Comuni, ma razionalizzando le Province esistenti che in pochi anni sono aumentate di numero in modo sproporzionato. Ad esempio in Sardegna sono raddoppiate da 4 a 8! Siccome non mi piace fare la morale in casa d’altri, senza pensare a quello che avviene in casa propria, ho pensato che fosse meglio iniziare a razionalizzare dal nostro territorio. I nostri cittadini avranno tutto da guadagnare da una Provincia autorevole, in grado di tenere testa a Torino come a Milano, di gestire servizi di area vasta con forti economie di scala rispetto alla situazione attuale. Pensiamo al ciclo delle acque o a quello dei rifiuti, alla manutenzione e al miglioramento delle strade, alle politiche del lavoro e per le attività produttive. Tutti settori dove una grande Provincia può fare molto di più di quanto riescano a fare i quattro enti singolarmente». Per concorrere a uno snellimento degli organi e al taglio dei costi della politica, la proposta indica in quaranta il numero dei consiglieri complessivi del nuovo ente. «Naturalmente il riordino delle Province – prosegue Nastri – porta con sé l’accorpamento di tutti quegli organismi statali e regionali collegati. A questo compito provvederanno rispettivamente il governo e la Regione. Si prevede anche l’abolizione dei Consorzi di bonifica e l’attribuzione delle funzioni alla nuova Provincia. Analogamente avverrà per i compiti ora svolti dagli enti parco regionali, le cui competenze sono anch’esse trasferite alla Provincia. Si configura dunque un ente complesso, una sorta di mini-Regione, in grado di agire su diversi settori». Infine, la proposta prevede che le risorse finanziarie rese disponibili siano utilizzate per il finanziamento di programmi a favore delle aree provinciali interessate.

