sabato 28 maggio 2016

Errata corrige

In questa veste metto il cappello di presidente del
“Comitato Casale Capitale del Monferrato”
che vede nel consiglio direttivo personaggi di spicco della società civile casalese (dott.a Serena Monina, prof.a Consolata Buzzi, dott.a Manuela Meni)
Sono stato il fondatore di tale comitato che aveva come scopo principali ricordare che Casale è stata per un secolo (metà 400- metà 500) capitale di uno stato sovrano ovvero il marchesato del Monferrato sotto i Paleologi, capitale che venne poi spostata a Mantova sotto il granducato dei Gonzaga, e rilanciare il turismo enogastronomico e culturale, ormai pressoché unica possibile leva di sviluppo per il territorio.
Alla luce di quanto sopra, ritenendo di potermi annoverare tra coloro che hanno a cuore il problema sollevato da Stefano Buschini, faccio presente che il prox lunedì sarò presente per seguire l’intervista presso la redazione del Monferrato.
 
I Gonzaga non sono mai stati granduchi, Mantova è stata solo un Ducato dal 1530 al 1708 quando Ferdinando Carlo fu accusato di fellonia e destituito. Un paio di volte i rappresentanti del ramo francese dei Gonzaga Nevers (1631-1708) hanno tentato di ottenere dall’imperatore del Sacro Romano Impero il riconoscimento di Granducato e quindi di Granduchi, ma senza mai riuscirci per la strenua feroce opposizione dei Savoia. Ciao. claudio

venerdì 27 maggio 2016

Mail


Oggetto: Il Monferrato casalese deve essere salvaguardato


 

Scrivo a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Monferrato Casalese

 

COMITATO A TUTELA DEL MONFERRATO CASALESE

Il Comitato nasce con l'intento di tutelare e salvaguardare la dignità del "Monferrato Casalese"con le sue eccellenze e la conseguente delimitazione territoriale che ne deriva storicamente,  a seguito di errate denominazioni riscontrate in articoli, pubblicazioni e video di trasmissioni televisive promosse dalla Fondazione Cassa Risparmio di Alessandria.

Questa presa di posizione non è dovuta a retrograde questioni  campanilistiche ma rappresenta una questione esclusivamente di identità territoriale e chiarezza di espressione.

Il Monferrato Casalese, mai come in questi anni, appare aperto e recettivo a collaborazioni di promozione territoriale e turistica, ma non per questo motivo vuole essere assorbito da identità inesistenti e non meglio specificate come ad esempio "Monferrato alessandrino".

 

E' chiaro che queste inopinabili questioni devono essere rafforzate da una massa critica, assolutamente a-politica, costituita in parte anche dalle vostre associazioni.. Per questo motivo chiedo ad ogni presidente/rappresentante di ogni singolo gruppo, concordi nell'affrontare queste questioni,  di essere presente all'intervista per esprimere il proprio punto di vista in merito.

Vi ringrazio!

 

arch.stefano buschini

 

Premetto che condivido in pieno la volontà di mantenere i sani principi di identità territoriale, meritevoli di tutela.

Il sottoscritto opera ed ha operato in molti enti no profit (dal Lions all’associazione Nuove Frontiere, a varie Onlus, ecc.)

In questa veste metto il cappello di presidente del

“Comitato Casale Capitale del Monferrato”

 che vede nel consiglio direttivo personaggi di spicco della società civile casalese (dott.a Serena Monina, prof.a Consolata Buzzi, dott.a Manuela Meni)

Sono stato il fondatore di tale comitato che aveva come scopo principali ricordare che Casale è stata per un secolo (metà 400- metà 500) capitale di uno stato sovrano ovvero il marchesato del Monferrato sotto i Paleologi, capitale che venne poi spostata a Mantova sotto il granducato dei Gonzaga, e rilanciare il turismo enogastronomico e culturale, ormai pressoché unica possibile leva di sviluppo per il territorio.

Alla luce di quanto sopra, ritenendo di potermi annoverare tra coloro che hanno a cuore il problema sollevato da Stefano Buschini, faccio presente che il prox lunedì sarò presente per seguire l’intervista presso la redazione del Monferrato.

Auguro a tutti un buon fine settimana

Alberto Riccio