Oggetto: Il Monferrato casalese deve essere salvaguardato
Scrivo a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del
Monferrato Casalese
COMITATO A TUTELA DEL MONFERRATO CASALESE
Il Comitato nasce con l'intento di tutelare e salvaguardare la
dignità del "Monferrato
Casalese"con le sue eccellenze e la conseguente delimitazione
territoriale che ne deriva storicamente, a seguito di errate
denominazioni riscontrate in articoli, pubblicazioni e video di trasmissioni
televisive promosse dalla Fondazione Cassa Risparmio di Alessandria.
Questa presa di posizione non è dovuta a retrograde questioni
campanilistiche ma rappresenta una questione esclusivamente di identità
territoriale e chiarezza di espressione.
Il Monferrato Casalese, mai come in questi anni, appare aperto e
recettivo a collaborazioni di promozione territoriale e turistica, ma non per
questo motivo vuole essere assorbito da identità inesistenti e non meglio
specificate come ad esempio "Monferrato alessandrino".
E' chiaro che queste inopinabili questioni devono essere
rafforzate da una massa critica, assolutamente a-politica, costituita in parte
anche dalle vostre associazioni.. Per questo motivo chiedo ad ogni
presidente/rappresentante di ogni singolo gruppo, concordi nell'affrontare
queste questioni, di essere presente all'intervista per esprimere il
proprio punto di vista in merito.
Vi ringrazio!
arch.stefano
buschini
Premetto che condivido in pieno la volontà di mantenere i
sani principi di identità territoriale, meritevoli di tutela.
Il sottoscritto opera ed ha operato in molti enti no profit
(dal Lions all’associazione Nuove Frontiere, a varie Onlus, ecc.)
In questa veste metto il cappello di presidente del
“Comitato Casale Capitale del Monferrato”
che vede nel consiglio direttivo
personaggi di spicco della società civile casalese (dott.a Serena Monina,
prof.a Consolata Buzzi, dott.a Manuela Meni)
Sono stato il fondatore di tale comitato che aveva come
scopo principali ricordare che Casale è stata per un secolo (metà 400- metà
500) capitale di uno stato sovrano ovvero il marchesato del Monferrato sotto i
Paleologi, capitale che venne poi spostata a Mantova sotto il granducato dei
Gonzaga, e rilanciare il turismo enogastronomico e culturale, ormai pressoché
unica possibile leva di sviluppo per il territorio.
Alla luce di quanto sopra, ritenendo di potermi annoverare
tra coloro che hanno a cuore il problema sollevato da Stefano Buschini, faccio
presente che il prox lunedì sarò presente per seguire l’intervista presso la
redazione del Monferrato.
Auguro a tutti un buon fine settimana
Alberto Riccio
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